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    Il territorio della Val di Chiana 
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Val di Chiana
 
Val di Chiana

Trequanda

La zona di Trequanda e frazioni, si è trasformata in questi ultimi anni in un centro di vacanza e di riposo con attrezzati agriturismi e case vacanze. Un'oasi intatta di equilibrio, di accordo tra l'uomo, le sue opere e la natura con la sensibilità e le precisa volontà necessarie a proteggerlo. I cibi del luogo conservano ancora il loro sapore antico; dal pane senza sale alla cacciagione al cacio (formaggio pecorino) al panunto (bruschetta) agli insaccati di maiale ecc... Orgoglio della cucina locale è l'olio extravergine di oliva, frutto del particolare habitat in cui sono coltivati, in tutto il territorio comunale, gli oliveti. Il Comune di Trequanda è promotore ed aderente all'Associazione Nazionale "Città dell'Olio".  

Sarteano

Anche Sarteano, come quasi tutti i paesi più antichi di questo territorio, ha origini etrusche sebbene l’impianto del paese sia medievale, essendo stato retto da una signoria feudale fino all’avvento dei senesi nel 1265. Il castello, che conserva l’aspetto originale, infatti, secondo l’uso, è isolato, arroccato su uno sperone roccioso che sovrasta l’abitato del paese. Sarteano dette i natali a Francesco Todeschini Piccolomini, papa per soli 26 giorni, nel 1503, con il nome di Pio III.
La Collegiata di San Lorenzo, sebbene abbia avuto origine nel XIII secolo fu restaurata e ampliata nel corso del Cinquecento e, in seguito, alla fine del Settecento; presenta una facciata rinascimentale, pulita e lineare, e l’interno con pianta a croce latina. Gli altari laterali ospitano tele di ambito senese e fiorentino tra il XVII e il XVIII secolo,  di notevole interesse anche il coro ligneo di bottega senese datato al 1513 e fatto fare dal papa Piccolomini.

Petroio (Trequanda)

Petroio è un piccolo borgo medioevale, di origini etrusche, che si avvolge a spirale attorno ad un'unica strada; è stato, insieme a Trequanda, uno dei possedimenti dei signori Cacciaconti della Scialenga e sottoposto poi all'autorità della Repubblica di Siena, sotto i Salimbeni e i Piccolomini. Entrando nel paese, passando la vecchia fabbrica di terrecotte, con una bellissima ciminiera, si incontrano la Chiesa romanica di San Giorgio e il Palazzo Pretorio, oggi sede del Museo della Terracotta. Sulla Piazzetta omonima si trova la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, nella quale è custodita una tela ad olio del pittore senese Rutilio Manetti (XVII secolo), raffigurante l'Ascensione ed una pregevole tela del pittore senese Taddeo di Bartolo (XIV secolo). La strada termina in cima alla collina, sulla quale è posto il paese, di fronte alla Torre Civica, costruita in grossi blocchi di tufo squadrati, e al Cassero (XII secolo).

 

Montepulciano

La storia dei rapporti di Montepulciano con Siena e il suo territorio è, per certi versi, atipica, poiché non ricalca quello della città capoluogo con gli altri paesi e luoghi dell’antica repubblica senese. Montepulciano, infatti, pur tra alterne vicende politiche, già dalla fine del Trecento, divenne possedimento fiorentino.
La dominazione fiorentina ha avuto effetti importanti sull’evoluzione architettonica e artistica di Montepulciano nel Rinascimento. La città si sviluppa lungo una direttrice centrale, sulla quale si affacciano i principali edifici e palazzi nobiliari, eleganti e con belle facciate molte delle quali rinnovate nel Cinquecento, il periodo d’oro della fioritura edilizia di Montepulciano. Periodo che ha avuto riflessi anche nei più importanti edifici religiosi, come nel caso della chiesa di San Biagio, progettata da Antonio da Sangallo il Vecchio, con pianta a croce greca, sormontata da una cupola, e di Sant’Agostino, quattrocentesca,  con la facciata di Michelozzo, autore anche del prospetto frontale del Palazzo Comunale. La cattedrale di Santa  Maria Assunta, con la suggestiva facciata incompiuta in cotto, e il campanile, anch'esso non finito, risalente alla seconda metà del XV secolo, presenta al suo interno interessanti opere di scuola senese del Quattrocento.

 

Chiusi

La storia di Chiusi è legata agli etruschi e al periodo in cui fu sede di una lucumonia etrusca, forse la più potente, nel momento in cui, con Porsenna nel 510 a.C. questi arrivarono a sfidare Roma.
Il centro storico odierno, tra vestigia medievali e palazzi cinquecenteschi, è contrassegnato da urne, iscrizioni e reperti archeologici incastonati nei muri, segno della continuità della storia in questi luoghi, dove la civiltà etrusca ha lasciato segni importanti.
Il duomo stesso, in stile romanico, con risistemazioni alla fine dell’Ottocento è sorto sulla parte più importante delle vestigia antiche di Chiusi. Negli anni settanta del Novecento furono portati alla luce, nella zona dell’abside e del presbiterio, resti di un edificio romano e della primitiva basilica cristiana, sempre nella zona absidale, è stato rinvenuto un pavimento a mosaico con tessere policrome in marmo, probabilmente l’impluvium di una casa o il pavimento di una piazza di periodo romano. Al margine del pavimento è stata rinvenuta l’apertura di un profondo pozzo di areazione, in comunicazione con la fitta rete di cunicoli del sottosuolo della città. In corrispondenza della Torre campanaria, si trova una monumentale cisterna che, nel Settecento, all’epoca dello scavo, si ritenne erroneamente appartenere alla dimora del re etrusco Porsenna; si tratta, in realtà, di un grande serbatoio, parte integrante dell’ ingegnoso sistema di drenaggio delle acque ideato dagli etruschi per sfruttare le acque di infiltrazione e di falda. Accanto alla cattedrale si trova l’Orto Vescovile, con la zona di scavo archeologico che è forse il nucleo principale della civitas romana e prima ancora della città etrusca.

 

Chianciano Terme

La cittadina di Chianciano Terme ha due anime. La più moderna, contemporanea, è legata allo sviluppo termale che ha avuto dall'inizio del Novecento, mentre, quello che è conosciuto come "Chianciano paese", ha origini antiche ed è del tutto separato, posto come è su una collina, dalla parte moderna termale, funzionale e caratterizzata da una grande capacità ricettiva. Il paese vecchio risale al periodo di permanenza degli etruschi in questo territorio, per poi divenire pagus romano. Sin dal medioevo risulta, politicamente, in area senese, fino al XIII secolo sotto i Manenti, conti di Sarteano, alleati dei senesi e in seguito direttamente sottomesso a Siena. Ed è comunque antica anche la vocazione termale di Chianciano, poiché sappiamo che le sue acque erano conosciute dal re etrusco Porsenna, che le frequentò nel VI secolo a.C., secondo i racconti di Varrone, Tibullio e Orazio; nel poggio Silene, dove si trova uno dei tre stabilimenti termali di Chianciano, si sono rinvenuti resti antichi risalenti al III-IV secolo a.C. Nel borgo antico, dentro le mura, si può visitare la Collegiata di S. Giovanni Battista del XIII secolo, con la facciata in stile romanico, ornata da un bel portale con colonnette a spirale. L'interno è stato oggetto di un restauro in stile neoclassico del 1809.

 

Cetona

Si è sviluppata alle pendici del monte omonimo Cetona e conserva pressoché intatto l’impianto urbanistico medievale, con le strade concentriche che salgono verso la rocca, caratterizzata dal camminamento che corre lungo il muro di cinta. Nel XIII secolo è dominio della famiglia Aldobrandeschi, passando poi per varie signorie fino ad essere venduta alla repubblica di Siena, nella seconda metà del Quattrocento. I senesi dettero alla cittadina un nuovo assetto urbanistico, rafforzando le strutture difensive. L’assetto urbanistico attuale si deve, comunque, al periodo di permanenza sotto i Medici, dall’inizio del Seicento, quando il centro della vita della città si spostò nella grande piazza rettangolare, fatta costruire appena fuori dalle mura. Il monumento principale è la Collegiata della Santissima Trinità, nel punto più alto del paese, di origine medievale ma ricostruita alla fine del Quattrocento e ristrutturata, come era consuetudine, in stile barocco. Le ridondanze barocche furono poi tolte nel 1942, riportando, in qualche modo, la chiesa al suo aspetto originario.