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    Il territorio della Val di Merse 
Scopri il patrimonio delle Terre della
Val di Merse
 
Val di Merse

Orgia (Sovicille)

Orgia è un piccolo borgo nascosto tra i boschi. Il paese e i suoi abitanti quasi si identificano con il bosco, al quale è legata la memoria individuale e collettiva della comunità. Il bosco è stato a lungo la “risorsa e il luogo dell’immaginario del mondo contadino”, dopo che, passati gli anni cinquanta del Novecento, e finita la mezzadria, è stato identificato anche come l’unico e possibile luogo di lavoro degli abitanti di queste zone, divenendone, anche da un punto di vista paesaggistico, la vera e unica risorsa.
Nel centro abitato si può visitare la chiesa di San Bartolomeo, risalente all’XI secolo ma rimaneggiata nel corso del Tre e Quattrocento e, nuovamente, trasformata poi, all’interno, nel Settecento. Sull’altare maggiore, ornato di stucchi, si trova una pala raffigurante Il martirio di san Bartolomeo attribuita ad Aurelio Martelli, pittore senese della seconda metà del Seicento.

 

Murlo

Antico centro etrusco, al confine naturale tra i boschi della Val di Merse e le crete. L’origine del castello di Murlo si colloca intorno al 1055, anno di donazione di alcuni territori della zona al vescovo di Siena, da parte dell’imperatore Carlo III. Si presenta come un piccolo borgo fortificato ancora protetto da possenti mura e dominato dalla sagoma del palazzo vescovile, oggi sede dell’Antiquarium di Poggio Civitate. La pianta del castello, con la cinta muraria sovrastata da piccoli insediamenti residenziali, come appare oggi, testimonia le trasformazioni avvenute alla fine del Cinquecento, dopo la caduta della Repubblica di Siena. 
All’interno del castello si trova la chiesa di San Fortunato, di antiche origini (sec. XII), ma completamente ricostruita e restaurata, alla fine del Cinquecento, per volere dell’arcivescovo senese Francesco Bandini Piccolomini. All’interno, negli altari a stucco delle pareti laterali, si trovano due tele di pittori senesi del XVII secolo, Astolfo Petrazzi (destra) e Dionisio Montorselli (sinistra); dello stesso periodo è il fonte battesimale.

 

Radicondoli

La piccola ma suggestiva cittadina, dalla quale si gode un’imperdibile panorama che spazia sulla val di Cecina tra Siena e Pisa, si snoda attorno al corso e alla Sedice, la strada che spartisce il paese. Sorto attorno al Mille e posto prima sotto l’influenza dei vescovi di Volterra, quindi degli Aldobrandeschi, si sottomise infine al governo senese. Oltre all’antico tratto della cerchia muraria, spiccano la Collegiata e l’antica pieve romanica di San Simone, ma soprattutto l’atmosfera, raccolta e silenziosa, dei vicoli e dei palazzi storici. Alla vocazione rurale di questi luoghi si affianca il recente sfruttamento dell’energia geotermica che, fino a Larderello, costituisce un tratto distintivo del paesaggio, costellato di soffioni e sorgenti termali che hanno consentito un importante sviluppo economico e che costituiscono un significativo avamposto per la sperimentazione di energie alternative e rinnovabili.