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Musei delle Terre di Siena
 
SienaRicorda

Tra identità collettiva e frammenti di storie individuali: se la memoria è un «Puzzle»

Due appuntamenti per conoscere l’opera del giovane artista albanese Fatlum Doçi, 
protagonista del progetto #SienaRicorda realizzato da Fondazione Musei Senesi


Un giovane artista albanese, una riflessione sulla memoria, un confronto interculturale che indaga la costruzione della identità delle comunità locali: c’è tutto questo nel progetto «SienaRicorda» che sarà presentato al pubblico questa settimana, in due diverse occasioni, nell’ambito del cartellone PATRIMONInmovimento2019 promosso e finanziato da Fondazione MPS e realizzato da Fondazione Musei Senesi. Il protagonista di questo progetto è Fatlum Doçi, classe 1991, nato a Tirana e attivo in Albania: il giovane artista albanese è stato selezionato dall’organizzazione Consulting and Development Partners in accordo con il celebre artista Adrian Paci, nativo di Scutari ma attivo a Milano (dove vive), fondatore e animatore dell’Art House – Casa dell’Arte Contemporanea di Scutari, dove lo stesso Doçi si è formato.

La residenza artistica riflette sul concetto di memoria (da qui il titolo, «SienaRicorda»): una memoria spesso controversa che si articola sull’identità collettiva e, al tempo stesso, si compone dei frammenti di storie individuali. Al centro di questo percorso ci sono, non a caso, Le Stanze della Memoria, dedicate al Novecento senese (e non solo) attraverso le linee tematiche del Fascismo, della Resistenza e della Liberazione: un museo tanto più evocativo in quanto allestito nella “Casermetta”, che fu la sede dei fascisti della Repubblica Sociale, dove si interrogavano e torturavano gli antifascisti arrestati e da dove partivano i reparti della Guardia Nazionale Repubblicana per i rastrellamenti e le conseguenti fucilazioni dei partigiani. Proprio per le Stanze della Memoria Doçi ha realizzato un’installazione che rappresenta l’esito conclusivo di una riflessione che, tuttavia, resta irrisolta, in divenire.

L’artista, arrivato in città all’inizio di settembre, è stato ospite di Fondazione Musei Senesi beneficiando di uno studio presso il Siena Art Institute. Durante questo periodo, Doçi ha avuto la possibilità di conoscere e scoprire la città e il territorio e, soprattutto, il rapporto tra i musei e contesto geografico e socioeconomico in cui si inseriscono, potendo così riflettere sul ruolo che il patrimonio culturale da essi conservato ha nella costruzione dell’identità delle comunità locali nelle quali sorgono.

«Questo progetto – spiega il giovane artista – muove dalla consapevolezza che la memoria non è mai univoca e completa, ma piuttosto rappresenta un sentire plurale e non può dunque mai ricomporsi interamente». Il titolo dell’opera, “Puzzle”, allude al noto gioco e si inserisce nelle Stanze attraverso tracce, ispirate alle forme naturali e primordiali di una memoria originaria, fluida, leggera e colorata quasi in contrapposizione all’evidenza delle immagini storiche che punteggiano il museo. Elisa Bruttini, responsabile scientifico di Fondazione Musei Senesi, aggiunge che «il lavoro di Doçi, espressione di una generazione che sembra non aver ancora metabolizzato gli orrori della guerra balcanica e che vive il concetto di memoria in positivo, si pone perfettamente in linea con il progetto “Musei e Alzheimer” in cui le stesse Stanze, insieme ad altri musei di FMS, sono coinvolte. Nei laboratori con le persone con Alzheimer, affiancate dagli operatori museali e geriatrici, alcuni oggetti del museo diventano lo spunto per una narrazione condivisa nella quale emergono frammenti di quella memoria sempre parziale che sembra mettere in discussione la nostra identità e trova senso solo nel dialogo».

Il lavoro di Fatlum Doçi sarà mostrato al pubblico in due occasioni: martedì 8 ottobre durante un talk con l’artista al Siena Art Institute e sabato 12 ottobre, quando sarà inaugurata la sua installazione alle Stanze della Memoria che resterà visibile fino al 31 dicembre 2019. Alla fine della sua residenza, nel mese di dicembre, l’opera sarà inoltre protagonista di un evento di restituzione a Scutari, in Albania, in occasione del quale il dialogo instaurato da Doçi con la cultura figurativa e storica senese e italiana verrà nuovamente riletto e reinterpretato.

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DETTAGLI

Martedì 8 ottobre, ore 18 // StARTers - Assaggi d'Arte (talk)

Il Punto/The Point, Via Enea Silvio Piccolomini 2 (Siena)

Il giovane artista albanese parlerà del suo lavoro con particolare riferimento al progetto «SienaRicorda» in un dialogo tra storia, arte e memoria. È un momento di confronto, narrazione e racconti di esperienze, in un contesto libero e informale come quello di StARTers, che si conclude con un aperitivo. (INGRESSO LIBERO).

 

Sabato 12 ottobre, ore 18 // Puzzle (inaugurazione)

Stanze della Memoria, Via Malavolti 9 (Siena)

Inaugura alle Stanze della Memoria l’istallazione realizzata da Fatlum Doçi durante la sua residenza a Siena. L’opera indaga l’idea di una memoria fluida, plurale, quasi naturale, che “si incastra” con le testimonianze storiche e reali a comporre un’interpretazione soggettiva del rapporto tra passato e presente. L’evento è inserito nel calendario della Giornata del Contemporaneo AMACI.

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L’ARTISTA IN RESIDENZA

Fatlum Doçi (Scutari - Albania, 1991) si è formata all’Accademia delle Belle Arti di Tirana.

Con i suoi lavori ha partecipato, tra le altre, a diverse esposizioni collettive in musei e gallerie albanesi, alla Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo (Tirana, 2017) e alla Biennale dell’Umorismo e della Satira a Gabrovo (Bulgaria, 2017). Nel 2019 è stato protagonista delle sue prime mostre personali, in Serbia, Albania e Croazia.

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IL PROGETTO

Il progetto «SienaRicorda» mira a valorizzare la rete di 45 musei di Fondazione Musei Senesi sviluppando un progetto di riflessione sulla memoria della comunità locale rappresentata, in varie forme, nel patrimonio culturale custodito dai musei di Siena e provincia. Il progetto è realizzato in partenariato con il Siena Art Institute e l’organizzazione Consulting and Development Partners (CODE Partners) con sede a Scutari, Albania; è finanziato grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, nell’ambito del bando #PATRIMONinmovimento2019.