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Val D'Elsa
 
La Val d'Elsa tra contemporaneità e tradizione

Cosa vedere

La Val d’Elsa, terra di forti contraddizioni e avanguardia industriale ed economica della provincia, ha attratto, negli ultimi decenni, importanti interpreti dell’arte e dell’architetttura contemporanee. È così che, accanto alle leggendarie torri medievali, si incontrano installazioni inaspettate che testimoniano un originale modo di confrontarsi con il proprio e controverso passato, più o meno recente.


Il percorso

L'itinerario parte da Colle di Val d'Elsa, con una prima sosta al Museo del Cristallo nella città bassa, all'interno dell'ex vetreria Boschi, alla scoperta dell'industria che ha reso Colle famosa nel mondo e che tuttora la rende protagonista del design internazionale, e alla rinnovata Piazza Arnolfo, scandita da listoni in marmo. Grazie alla suggestiva risalita de "Il Baluardo", realizzato dall'Atelier Nouvel entro un tunnel scavato nella collina, è possibile raggiungere la città vecchia dove verrà a breve inaugurato l'importante spazio culturale del Museo San Pietro. Immettendosi poi nella Statale 68 (dalla quale è possibile osservare il cantiere dell'ex Fabbrichina) si raggiunge Poggibonsi, dove visitare il Parco di Poggio Imperiale con la curiosa Fonte delle Fate e il centro storico, ricco di negozi e locali. Proseguento sulla Strada Provinciale 1 in direzione di San Gimignano, eccoci tra le mitiche torri alla scoperta delle installazioni d'arte contemporanea disseminate nei vicoli e fra i palazzi; da non perdere una visita alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Raffaele De Grada", che raccoglie una notevole collezione di opere dei principali artisti del Novecento. Fin dagli anni sessanta, a San Gimignano si sono infatti innescate dinamiche di confronto con l’arte contemporanea, prima grazie all’istituzione del Premio De Grada, che, con continuità fino al 1982, ha ospitato alcune importanti personalità, da Renato Guttuso a Ernesto Treccani, quindi, grazie alla mostra Grande Adesione del 1985.


Le tappe


COLLE DI VAL D'ELSA

Nell’ultimo decennio, Colle di Val d’Elsa è diventata sede privilegiata dell’architettura contemporanea grazie a un programma di rivitalizzazione urbana che vede protagonista Jean Nouvel e il suo atelier, specializzati nel recupero di spazi industriali simbolo della post-modernità. Accanto all'impianto di risalita “il Baluardo” e alla rinnovata Piazza Arnolfo, fulcro del progetto è l’area dell’ex Fabbrichina, legata alla storica produzione del cristallo. Nel nascente museo allestito nel Conservatorio di San Pietro, un’ampia sezione verrà dedicata alle esposizioni temporanee e alle collezioni d’arte moderna colligiane, che vedono protagonisti, fra gli altri, lo scrittore e collezionista Romano Bilenchi, il poliedrico Mino Maccari, e il pittore Walter Fusi.



POGGIBONSI

Negli spazi urbani di Poggibonsi, fortemente segnati dalla ricostruzione post-bellica e dall’impronta industriale, hanno trovato posto, grazie all’iniziativa Arte all’arte promossa dall’Associazione Arte Continua di San Gimignano, alcune suggestive installazioni di artisti internazionali: dalle sculture antropomorfe in bronzo di Anthony Gormley, sparse quasi a confondersi col passeggio cittadino, agli uomo e ai coccodrilli Dormienti di Mimmo Paladino nella medievale Fonte delle Fate, fino alla “Fontana dell’Acquerello” di Sarkis.

SAN GIMIGNANO

Nel 1994, il progetto Affinità, ideato da Giuliano Briganti ha portato i grandi nomi di Luciano Fabro, Eliseo Mattiacci, Nunzio, Giulio Paolini e Jannis Kounellis a confrontarsi in un dialogo col Medioevo, tuttora visibile nelle installazioni presso il Palazzo Comunale, la Rocca di Montestaffoli, il vicolo dei Bongi, il fianco della Chiesa di Sant’Agostino, la Chiesa di Santo Jacopo. All’ultimo decennio, sulla linea dell’iniziativa itinerante Arte all’Arte, promossa dall’Associazione Arte Continua di San Gimignano, risalgono le opere di Joseph Kosuth nella nuova piazza del Bagolaro, e di Anish Kapoor all’interno del torrione di Sant’Agostino; e ancora da segnalare l’intervento di Luisa Rabbia e Letizia Cariello rispettivamente nelle fonti e alla Rocca di Montestaffoli.