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    Il territorio della Val d'Elsa 
Scopri il patrimonio delle Terre della
Val D'Elsa
 
Castelli e fortezze lungo la Via Francigena

Cosa vedere

Nel suo essere 'terra di confine' tra due città, Siena e Firenze, che sono state in lotta per almeno tre secoli, la Valdelsa è anche terra di castelli e fortezze. La rivalità tra le due città trovava fertile terreno di battaglia in questa pianura cinta da colline e attraversata da una strada importante. I signori del luogo si alleavano ora con l'una, ora con l'altra, e gli abitanti dei borghi cercavano, presso le loro dimore, rifugio dalle scorribande delle soldatesche, quando non si trattava di veri e propri eserciti. Nascono così strutture difensive, fortificazioni e rocche che segnano, a loro volta, questo territorio di pari passo con l'evolversi dell'architettura militare. Ed è significativo come la costruzione di questi apparati difensivi si intensifichi, tra '400 e '500, proprio nel senese, in considerazione anche dell'aumentata attenzione di potenze straniere, come Francia e Spagna, che si interessano all'Italia, e a questa parte della Toscana in particolare, nella ricerca di basi di appoggio militari per il controllo delle coste. L'avvento delle armi da fuoco, bombarde, colubrine e mortai, che, dalla fine del XV secolo, sostituì quelle tradizionali da lancio, del periodo medievale, catapulte, mangani, baliste, rivoluzionò non solo il modo di fare la guerra ma anche, e soprattutto, le tecniche difensive, determinando la decadenza delle strutture difensive medievali. In un territorio decisamente limitato ma di grande importanza strategica, vengono completamente rinnovati e ristrutturati in funzione delle novità belliche, gli insediamenti difensivi di Monteriggioni, Staggia e Colle, o ne sorgono di nuovi, come quello di Poggio Imperiale, il sogno incompiuto di Lorenzo il Magnifico.

 

Il percorso

Porta Camollia, a nord della città, rappresenta l'ideale punto di partenza; da qui procede verso nord (si supera l'Antiporto, costruzione rinascimentale), e si percorre Viale Cavour (il tracciato è, sostanzialmente, quello dell'antica Cassia); a sinistra si incontra Palazzo Diavoli, edificio medievale, dotato di una bella torre cilindrica, che al tempo dei pellegrini era adibito anche ad ospedale per curare i "tignosi". Continuando a percorrere la Via Cassia in direzione Monteriggioni, dopo 7 km, in località Il Ceppo, si incontra il bivio che, girando a sinistra, porta verso Pian del Lago, ampia pianura che in epoca medievale era un'area acquitrinosa, bonificata nel XVIII secolo.  Proseguendo è possibile visitare l'eremo di San Leonardo al Lago, una struttura fra il Romanico e il Gotico che conserva al suo interno mirabili affreschi trecenteschi. Proseguendo lungo la Cassia ecco Monteriggioni, piccolo borgo racchiuso nella sua cinta muraria medievale, da vedere assolutamente: da qui si possono intraprendere due itinerari. Il primo è diretto alla Rocca di Staggia, attraverso Castellina Scalo (insediamento urbano e industriale che si è sviluppato intorno allo scalo ferroviario della linea che unisce Siena con Empoli); Staggia è una grande frazione del Comune di Poggibonsi, che custodisce un antico e bellissimo castello. Lo si raggiunge entrando nel centro abitato del paese e scendendo poi per Via dell'Ospedale; conviene scendere ancora per aggirare il maniero e poterlo così ammirare, dal basso verso l'alto, in tutta la sua possenza. Appena usciti da Staggia, si può proseguire in direzione di Poggibonsi, città cresciuta negli anni del secondo dopoguerra, oggi centro industriale e artigianale tra i più attivi della provincia senese. Poggibonsi nasconde alcuni tesori: la Fonte delle Fate, l'Abbazia di San Lucchese e l'antico insediamento fortificato di Poggio Imperiale, con i resti del duecentesco Poggiobonizzi, il cui Cassero domina la città. Il complesso fu edificato dai senesi per il controllo proprio della Via Francigena, oltre che come avamposto di protezione verso Firenze. Nel 1270 il fortilizio fu distrutto dalle armate fiorentine. Fu Lorenzo il Magnifico, sulle vestigia di Poggiobonizi, a voler realizzare la grande Fortezza di Poggio Imperiale, nel 1478, su progetto di Giuliano da Sangallo, le cui mura sono ancora oggi ben visibili. Una strada bianca consente di girare attorno all'imponente struttura che mostra ancora nella muraglia le bocche da fuoco realizzate per difendersi dagli attacchi esterni. Il sogno di Lorenzo di farne una sorta di 'città ideale fortificata', però, rimase incompiuto.

Un secondo itinerario parte da Monteriggioni e ci porta, invece a Badia a Isola, raggiungibile dopo aver percorso ancora un tratto di Cassia fino al bivio in località Colonna di Monteriggioni; curvando a sinistra s'intraprende la SP5 Colligiana e, dopo un paio di chilometri, si gira a sinistra per Badia a Isola, con la sua bellissima pieve duecentesca. Continuando si prosegue in direzione di Colle di Val d'Elsa di cui è assolutamente da vedere il centro storico nella parte alta; da qui, toccando la Località Le Grazie, si intraprende la strada che conduce a San Gimignano dove si conclude questo tratto della Via Francigena nella zona nord delle terra di Siena.

 

Le tappe


EREMO DI SAN LEONARDO AL LAGO

Nascosto in mezzo ad un bosco di lecci, questo antico eremo agostiniano, risalente al XII secolo, era stato costruito, come l'altro eremo di San Salvatore di Lecceto, poco distante, nella cosiddetta "selva del lago", il grande bosco che circondava il lago Verano, oggi Pian del Lago. Un vasto specchio d'acqua malsana, prosciugato nella seconda metà del Settecento, per volere del Granduca Leopoldo, per sanare la zona afflitta da impaludamenti, presenza di zanzare e aria insalubre.

 

L'esterno, con la cinta muraria e le due torri, fu fortificato nel 1366 per accogliere gli abitanti del vicino borgo di Santa Colomba in caso di pericolo.

L'interno  della chiesa è diviso  in tre campate con volte a crociera. L'abside, interamente affrescata con Storie della vita della Vergine, è databile al 1360-1370 ed è opera di Lippo Vanni, il più qualificato interprete e continuatore, in pieno Trecento, della grande tradizione pittorica senese della prima metà del secolo. Sul fronte dell'arco sono raffigurati episodi e miracoli relativi alla vita di San Leonardo e Sant'Agostino.

 

MONTERIGGIONI

Il castello fu edificato dai senesi sul Poggio di Monteriggioni nel 1213. La posizione di supremazia sulla vallata e sulla Francigena, scelta ad hoc dal governo senese per controllare il territorio verso Firenze, ha fatto di Monteriggioni una postazione bellica di notevole rilievo almeno fino alla metà del Cinquecento, quando, con la resa di Siena a Firenze viene meno la sua importanza strategica. Gli abitanti di Monteriggioni erano considerati, tuttavia, "cittadini di Siena", e come tali subirono a più riprese gli attacchi dei fiorentini, quando non si trovarono, come accadde nel 1254, assediati sia dai fiorentini sia dai senesi. Il castello aveva però fama di essere praticamente inespugnabile, tant'è che la sua resa a Firenze, durante l'assedio di Siena del 1554, non avvenne perché fu espugnato ma perché fu venduto dal Capitano che lo presidiava, Giovannino Zeti, in cambio della propria incolumità. Il castello fortificato viene descritto anche da Dante nel canto XXXI dell'Inferno: "Perocchè in su la cerchia tonda, Monte Reggion di torri si corona". Le mura sono percorse dal camminamento di ronda; l'esterno del castello era circondato dalle cosiddette carbonaie, ovvero fossati pieni di carbone, invece che di acqua, che veniva incendiato per respingere gli assalti. Le due porte delle mura recano ancora i segni dei cardini e delle buche causati delle stanghe di chiusura delle "saracinesche", pesanti porte di legno ricoperte di ferro, che venivano azionate con un sistema di carrucole.

 

BADIA A ISOLA

La località di Badia a Isola deriva la denominazione dalla presenza dell'antica abbazia sorta su un rilievo che appena si sopraelevava dall'acquitrinio di un padule originariamente chiamato Isola, poiché circondato dalle acque di un lago. In considerazione della posizione strategica lungo la Francigena, il monastero benedettino fu fondato nel 1001 su iniziativa di una nobildonna, Ava, figlia di un conte e vedova di Ildebrando di Isalfredi, di discendenza longobarda. La posizione  della chiesa, posta nella terra di confine tra Siena e Firenze, la espose ben presto a situazioni di tensione militare e politica, al punto da decidere di fortificare il piccolo borgo circostante per proteggere gli abitanti e i monaci dalle scorribande delle compagnie di ventura. Per quanto ricca ed economicamente autonoma, però, l'abbazia, in seguito alle guerre e alle pestilenze, all'inizio del Quattrocento cominciò a decadere, tanto che nel 1445 i monaci si trasferirono presso il monastero di S. Eugenio a Siena e il loro convento venne ridotto a parrocchia. La chiesa, che doveva essere già compiuta nel 1198, ci appare oggi come il frutto di una ristrutturazione risalente alla fine del XII secolo.

 

STAGGIA

Il castello di Staggia, attestato per la prima volta nel 994 e poi come residenza dei fondatori di Badia a Isola, subì ai primi del Quattrocento una serie di rimodernamenti del castello ad opera delle maestranze dell'Opera del Duomo di Firenze sotto la sovrintendenza di Filippo Brunelleschi. Si tratta del cosiddetto periodo "di transizione" dell'architettura militare di primo Rinascimento, quando, con l'introduzione e l'uso delle artiglierie, cambia e si evolve il concetto stesso di struttura fortificata con l'introduzione di nuovi sistemi difensivi in grado di far fronte alle 'moderne' armi da fuoco. Nella rocca di Staggia, è datata a questo momento, la presenza delle "bombardiere a chiave rovesciata", particolari feritoie per l'uso di piccole artiglierie per il tiro radente, ancora oggi visibili. Il castello si pose da subito come un polo strategico di grande importanza nella secolare lotta tra le due città, passando prima sotto Siena e poi, definitivamente, sotto Firenze, perdendo poi di importanza, come le altre strutture fortificate della zona, alla metà del Cinquecento con l'annessione della Repubblica senese al Granducato dei Medici.

 

POGGIBONSI

Situata su una collina piatta e allungata, la fortezza di Poggio Imperiale ha origini molto antiche. Tra 1155 e 1270 sulla collina sorgeva il castello poi nucleo urbano di "Podium Bonizi", da cui il toponimo di Poggibonsi, che nel 1313 fu scelto dall'imperatore Arrigo VII per edificare la nuova città di Monte Imperiale, progetto poi non portato a termine per la morte dell'imperatore. Un destino segnato quello di questa fortezza che rimase di nuovo incompiuta per la morte di Lorenzo il Magnifico (1492) e fu definitivamente abbandonata in seguito all'evoluzione che ebbe il conflitto militare tra Firenze e Siena, con la conquista di Siena, che fece perdere importanza alle strutture difensive di confine del Granducato. La fortezza, della quale si possono visitare gran parte della cinta muraria rimasta e il cassero, fu uno dei primi esempi di applicazione pratica delle concezioni di fortificazione sviluppate fino a quel momento in seguito all'introduzione dell'uso delle armi da fuoco: la struttura di Poggio Imperiale, manifesto delle teorie architettoniche difensive di Giuliano da Sangallo, presenta ancora le numerose bocche da fuoco e nella cinta muraria, incompiuta, prevedeva al suo interno un centro abitato e gli alloggi per i soldati.